Dott.ssa Carola Giuranna
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Credito di imposta per locazioni degli enti non commerciali e del terzo settore

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Credito di imposta per locazioni degli enti non commerciali e del terzo settore)

Il Decreto Rilancio ha previsto il credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo anche per gli enti del terzo settore.

Stando alla circolare n 14/E dell’Agenzia delle Entrate  occorre verificare l’uso che tali enti fanno dei locali condotti in locazione, per sapere a quali parametri è necessario attenersi per usufruire della agevolazione.

Ai sensi dell’art 28 DL n 34/2020 agli enti non commerciali, inclusi gli enti del terzo settore (Ets) e gli enti religiosi civilmente riconosciuti spetta un credito di imposta nella misura del 60% delle spese sostenute per le locazioni dei locali destinati alle attività istituzionali.

Il credito di imposta spetta per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 a certe condizioni.

Per conoscere tutti i beneficiari della agevolazione del credito di imposta sulle locazioni si legga l’articolo “Decreto Rilancio: bonus sulle locazioni non abitative e affitto d’azienda”

Secondo la norma generale i parametri cui devono attenersi gli esercenti attività commerciali per avvalersi di questa agevolazione sono due:

  • non aver superato nel periodo di imposta precedente (2019) la soglia dei 5 milioni di ricavi o compensi
  • l’aver avuto un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo di imposta precedente.

Per gli enti del terzo settore il discorso cambia poiché essi possono svolgere nel medesimo immobile sia attività commerciale che non commerciale.

Occorre allora fare una distinzione e vedere se i locali locati sono utilizzati:

  • in via esclusiva per attività istituzionale
  • in modo misto anche per attività commerciale

Nel primo caso siccome l’ente non svolge alcuna attività commerciale nei locali locati, ma svolge solo attività istituzionale, la norma stabilisce che non è richiesta la verifica del calo del fatturato ma solamente quella dei non aver superato il limite dei 5 milioni di euro “di flussi reddituali”, citando proprio la stessa circolare.

Nel secondo caso, ossia quando ricorre un utilizzo misto dei locali, il credito di imposta sarà attribuito in relazione al canone pagato per le due tipologie di attività e nel rispetto dei differenti requisiti previsti dalla norma.

Cioè per la parte di canone corrisposto per l’attività commerciale l’ente dovrà verificare entrambi i requisiti suddetti attingendo ad esempio dai dati fornti ad esempio nel contratto di locazione o in mancanza individuare un criterio oggettivo per la suddivisione del canone,  per l’altra invece varrà quanto detto per il caso in cui ricorre la sola attività istituzionale.

FONTE: AGENZIA DELLE ENTRATE

Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS)

Nel Messaggio n. 2584 del 24 giugno 2020 l’Inps fornisce alcune indicazioni operative per il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia connessa a COVID 1\9 , in attuazione dell’articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020 ,  in attesa della pubblicazione dell’apposita circolare, attualmente al vaglio ministeriale.

Si tratta in particolare delle casistiche:

  1. equiparazione della quarantena alla malattia  con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ai fini del trattamento economico
  2. equiparazione della quarantena alla degenza ospedaliera per i sogedtti disabili o con patologie  di particolare rischio
  3. malattia conclamata da COVID 19

In primo luogo va specificato che  la copertura è prevista per i soli lavoratori dipendenti, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps

QUARANTENA

la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria Pertanto, ai lavoratori viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della loro qualifica ; a ciò si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva).

Il comma 1 dispone anche che tali periodi non sono da computare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto.

il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica  (numero di protocollo, dati della Struttura di sanità pubblica che ha emesso il provvedimento, data di redazione e periodo di sorveglianza prescritto) e il PUC del certificato al quale si riferiscono, allegando, ove possibile, il provvedimento medesimo.

Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica. Nei casi residuali di certificato emesso in modalità cartacea, lo stesso dovrà essere trasmesso all’Inps nel termine dei due giorni previsti dalla normativa .

Se al momento del rilascio del certificato, il medico non disponga delle informazioni  queste verranno acquisite direttamente dal lavoratore interessato presso l’operatore di sanità pubblica e comunicate successivamente all’Inps, mediante i consueti canali di comunicazione (posta ordinaria o PEC).

QUARANTENA PER LAVORATORI CON PATOLOGIE GRAVI

Per i lavoratori con patologie di particolare gravità (lavoratori dei settori privato e pubblico in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992) o in possesso del riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992), l’intero periodo di assenza è equiparato a degenza ospedaliera. In questi casi  il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante

Si ricorda che in caso di degenza ospedaliera è prevista una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico e che il termine massimo previsto per la trasmissione della certificazione eventualmente prodotta in modalità cartacea è pari all’anno di prescrizionedella prestazione.

Per questi lavoratori il medico curante è tenuto a precisare la  situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio  riportando  anche  i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali.

Per la specifica categoria di lavoratori marittimi, le relative istruzioni tecniche saranno fornite mediante il manuale tecnico presente nella procedura “Gestione malattia marittimi”.

MALATTIA PER COVID19

Nei casi di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune e viene riconosciuta, ovviamente, anche ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, sulla base della specifica normativa di riferimento.

PERIODO TRANSITORIO

Una norma di deroga per il periodo precedente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 18 del 2020 (17 marzo 2020),prevede che vengano considerati validi:

  • i certificati medici prodotti anche in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.
  • e ugualmente, i provvedimenti emessi dall’operatore di sanità pubblica  in assenza dei certificati di malattia .

In allegato, le istruzioni di dettaglio per la gestione delle certificazioni e la loro tempistica.

FONTE: INPS

Indennita’ colf e badanti: come fare domanda

maggio 27th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Indennita’ colf e badanti: come fare domanda)

L’inps ha pubblicato il messaggio 2184 del 26 .5.2020 in cui spiega le modalità di presentazione della domanda per lindennità (Qui i dettagli)riservata ai lavoratori domestici , colf , badanti .

Si tratta di un importo di 500 euro per ciascuno dei mesi aprile e maggio, ma sarà pagato in un unica soluzione . 

L’accesso alla domanda on line di indennità lavoratori domestici è disponibile direttamente nella homepage del sito www.inps.it. Bisogna prima autenticarsi con una  delle seguenti credenziali:

  • PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS;
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

Per coloro che non sono in possesso di nessuna di queste, è possibile:

  • richiedere il PIN all’INPS utilizzando il servizio “Richiesta PIN” o tramite il  Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile);
  • richiedere una credenziale SPID, anche con riconoscimento a distanza via webcam, attraverso uno degli Identity Provider accreditati (vd .www.spid.gov.it), ad esempio negli uffici postali .

Nel caso di richiesta del PIN tramite il sito dell’Istituto, qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN e riceva un SMS che lo informa di una successiva chiamata da parte del Contact Center per la verifica dei dati, è invitato ad attendere il ricontatto. Se il ricontatto non dovesse avvenire entro 2-3 giorni, l’interessato potrà chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

L’istituto fa presente che  non è possibile presentare la domanda on line accedendo al servizio con la sola prima parte del PIN. Inoltre, sebbene sia possibile presentare la domanda on line con il PIN ordinario, l’indennità verrà erogata solo dopo che il richiedente avrà convertito il proprio PIN online in PIN dispositivo. Tale operazione potrà essere effettuata tramite la funzione “Converti PIN”.

La domanda di indennità potrà essere presentata anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). A tale scopo l’utente dovrà essere munito di PIN ovvero, per i possessori di SPID, CIE o CNS, di PIN Telefonico generato mediante l’apposita funzione disponibile nella sezione personale “MyINPS” del portale istituzionale.

Infine, si ricorda che l’indennità può essere richiesta anche avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato; fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio potrà essere fornito anche in via telematica .

La domanda va compilata direttamente online dove vengono mostrati all’utente i suoi dati anagrafici essenziali, necessari alla istruttoria della richiesta.  I dati sono ricavati, laddove disponibili, dagli archivi dei Comuni e delle Istituzioni pubbliche. Nel caso l’utente trovi in questi dati delle inesattezze, li dovrà aggiornare accedendo all’apposita area “Anagrafica” presente in “MyINPS”. L’aggiornamento non è possibile dalla pagina della domanda on line di indennità destinata ai lavoratori domestici.

Il richiedente dovrà quindi dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in possesso dei requisiti richiesti ovvero:

  1. di essere o di essere stato titolare di almeno un rapporto di lavoro domestico attivo al 23 febbraio 2020 per una durata complessiva (calcolata come somma di tutti i rapporti di lavoro attivi) superiore a 10 ore settimanali e di non essere convivente con il datore di lavoro;
  2. di non aver fruito di alcuna delle indennità previste dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
  3. di non aver fruito del Fondo per il reddito di ultima istanza, in favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19,
  4. di non essere titolare di pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità );
  5. di non essere titolare di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Inoltre, il richiedente dovrà indicare le modalità di accredito scelte per il pagamento della indennità, selezionando tra :

  • codice IBAN per bonifico bancario/postale,
  • accredito su libretto postale o
  • bonifico domiciliato
  • pagamento in contanti presso lo sportello delle Poste. In tal caso il bonifico potrà essere riscosso presso qualsiasi ufficio postale. L’IBAN comunicato deve essere associato ad un conto intestato al richiedente l’indennità.

Il riepilogo dei dati inseriti può essere visualizzato  per il controllo . L’invio della domanda potrà essere effettuato, attraverso il tasto “salva e invia”, solo dopo aver dichiarato di avere preso visione della informativa sulla privacy e aver accettato il trattamento dei dati personali per le finalità di istruttoria della domanda.

Nel caso in cui, a seguito di verifiche effettuate nei sistemi informativi dell’Istituto, il richiedente risulti irreperibile, per accedere al beneficio sarà necessario provvedere alla regolarizzazione di tale posizione presso gli Uffici anagrafici del Comune presso cui si risiede.

Dopo che l’utente ha presentato la domanda di indennità on line, gli sarà rilasciata una prima ricevuta,  mentre la ricevuta della domanda protocollata potrà essere scaricata successivamente dal sito INPS. La domanda verrà messa comunque subito in lavorazione

Oltre alla funzione “Presentazione domanda”, sul portale web dell’INPS, è possibile accedere alla funzione “Consultazione stato pratica e pagamenti” per visualizzare lo stato della domanda presentata, e scaricare la ricevuta.

Inoltre, è possibile sul portale web dell’INPS variare i dati di pagamento, modificando le scelte fatte riguardo le modalità di accredito dell’indennità. Questa funzione sarà attiva fintanto che non sia stato avviato il processo di emissione del pagamento.

L’INPS avverte che procederà al controllo della veridicità delle autocertificazioni.

FONTE: INPS