Dott.ssa Carola Giuranna
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ISEE Corrente: presto anche per variazioni patrimoniali

agosto 30th, 2021 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su ISEE Corrente: presto anche per variazioni patrimoniali)

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 25 agosto 2021 un decreto del Ministero del lavoro che prevede si possa richiedere l’ISEE corrente a fronte di una modifica della situazione patrimoniale della famiglia .

Ora invece la possibilità di ottenere l’isee corrente temporaneo che sostituisce quello ordinario, è prevista solo di uno dei seguenti casi:

  •  variazione della situazione lavorativa, quale sospensione, riduzione o risoluzione del rapporto; 
  • interruzione di trattamenti previdenziali, assistenziali o indennitari esenti Irpef; 
  • se i dati reddituali dell’anno precedente la domanda hanno uno scostamento superiore al 25% rispetto a quella calcolata con i dati del secondo anno precedente .

In base al nuovo decreto ministeriale,  in vigore dal 1 luglio 2021 l’indicatore temporaneo potrà essere chiesto, a partire dal 1° aprile di ogni anno, se l’indicatore della situazione patrimoniale calcolato sui valori dell’anno precedente quello di presentazione della DSU differisce per più del 20% rispetto all’indicatore calcolato in via ordinaria (cioè sui valori del secondo anno precedente la Dsu).

L’Isee corrente ottenuto sulla base della variazione patrimoniale avrà validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione dei dati .  Uguale validita per l’isee corrente aggiornato con modifiche sia della componente reddituale  che di  quella patrimoniale.

Queste novità formalmente già in vigore hanno in realtà bisogno  di un aggiornamento dei moduli  DSU che l’INPS dovrà mettere a punto entro 30 giorni dalla data del decreto  che andrà poi  approvata dai Ministeri competenti.

Il decreto prevede anche , in materia di controlli, che in caso di omissioni e difformità, l’attestazione ISEE Corrente sarà  sostituita d’ufficio  e , nel caso si fossero già ottenute prestaizoni agevolate sulla base di dichiarazioni mendaci, scatta il divieto di ottenere l’Isee corrente per due anni.

Isee corrente cos’è,  quando si puo richiedere

L’ISEE corrente altro non è che un ISEE aggiornato con redditi e trattamenti  economici degli ultimi 12 mesi (o 2 mesi, in tal caso i redditi saranno moltiplicati da INPS per 6 al fine di rapportarli all’intero anno. In caso di peggioramento improvviso  della situazione economica infatti solo la certificazione che ne tenga conto  consente alla famiglia di accedere a prestazioni o agevolazioni

Nel Messaggio n. 3835 del 23 ottobre 2019 l’Inps ha riepilogato le novità in tema di ISEE introdotte dal DL 34 2019 (Decreto Crescita), che riguardano in particolare : il periodo di validità dell’ISEE corrente e l’ampliamento dei casi in cui può essere richiesto.  E’ stato inoltre predisposto il nuovo modello ISEE da utilizzare a seguito delle modifiche normative.

 Modifica del periodo di validità dell’ISEE corrente e ampliamento delle fattispecie 

L’ISEE corrente puo essere richiesto quando si verifica una delle condizioni  sopra riportate  Tali variazioni devono essere avvenute dopo il 1° gennaio dell’anno di riferimento del reddito (secondo anno precedente ) considerato nell’ISEE ordinario . Quindi, ad esempio, per le dichiarazioni presentate dal 23 ottobre 2019 (data di entrata in vigore della nuova disciplina dell’ISEE corrente) al 31 dicembre 2019, la variazione della situazione lavorativa deve essere intervenuta dopo il 1° gennaio 2017.

 L’istituto ricorda pero che l’aggiornamento dell’ISEE corrente deve avvenire prima della scadenza quando intervengano variazioni della situazione  mentre  l’aggiornamento dell’ISEE corrente in corso di validità deve effettuarsi entro due mesi dalla variazione.

 Si ricorda che la modulistica e le relative istruzioni per la compilazione sono disponibili nel sito www.inps.it, portale “ISEE post-riforma 2015”.

FONTE: FISCOETASSE.COM

Prima casa con cambio destinazione: l’agevolazione spetta su secondo immobile

agosto 30th, 2021 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Prima casa con cambio destinazione: l’agevolazione spetta su secondo immobile)

Con Ordinanza n 22560 del 10 agosto 2021 la Cassazione fissa un punto per l’agevolazione sull’acquisto della prima casa.

Il mutamento di destinazione d’uso dell’abitazione acquistata anni prima con agevolazione prima casa nello stesso comune di residenza, non compromette la possibilità di fruire di un secondo bonus fiscale su un nuovo immobile acquistato.

In particolare, il contribuente ricorrente in cassazione ha impugnato un avviso di liquidazione per registro e sanzioni relativo ad atto di mutuo stipulato nel 2009 inviato dalle Entrate riguardante un immobile acquistato con agevolazione prima casa.

L’agenzia ha accertato che egli era proprietario di altro immobile nello stesso comune acquistato precedentemente ossia nel 1999.

Il contribuente però, nel 2009, un mese prima di acquistare il secondo immobile nello stesso comune, aveva effettuato una cambio di destinazione d’uso per quell’immobile, da abitazione ad ufficio.

Malgrado la CTR Commissione Tributaria Regionale abbia accolto le ragioni della Agenzia delle Entrate che sosteneva un cambio di destinazione d’uso con fini elusivi dell’imposta, la Cassazione con l’ordinanza in commento si è espressa a favore del contribuente.

Cambio di destinazione prima casa-ufficio: non si perde l’agevolazione fiscale

La cassazione ha specificato che la circostanza che il contribuente avesse già goduto della prima agevolazione non può ostare alla seconda, e pur se l’intera operazione può apparire preordinata a beneficiare due volte della stessa agevolazione, questo risultato può essere contrastato dall’erario, in quanto l’Agenzia avrebbe potuto dichiarare la decadenza dalla prima agevolazione al momento del cambio di destinazione e revocare i benefici concessi con riferimento al precedente acquisto, in quanto la modifica della destinazione d’uso determina la revoca del beneficio (Cass. n. 19255 del 2017; sulla possibilità di fruire più volte della agevolazione cfr. Cass. n. 2072 del 2016).

In questo caso di specie l’agenzia non ha dichiarato la decadenza del beneficio, pertanto nulla osta a che il contribuente lo abbia avuto per la seconda volta avendo cambiato destinazione prima del secondo acquisto.

La sentenza conferma il principio per cui ai fini della fruizione dei benefici per l’acquisto della prima casa, “l’art 1, nota seconda bis, tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, nel testo ratione temporis applicabile alla stipula qui in esame (2009) condiziona l’agevolazione alla non titolarità del diritto di proprietà di altra casa di abitazione nel territorio del Comune ove è situato l’immobile da acquistare senza più menzionare anche il requisito dell’idoneità dell’immobile, presente invece nella precedente formulazione della norma, sicché non assume rilievo la situazione soggettiva del contribuente o il concreto utilizzo del bene, assumendo rilievo il solo parametro oggettivo della classificazione catastale dello stesso”.

FONTE: FISCOETASSE.COM

Esterometro 2021: le sanzioni per omessa, errata o tardiva trasmissione

agosto 30th, 2021 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Esterometro 2021: le sanzioni per omessa, errata o tardiva trasmissione)

Esterometro 2021

Fino al 31 dicembre 2021, tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni nei confronti di soggetti non residenti devono continuare a trasmettere, con cadenza trimestrale, i dati delle fatture ricevute ed emesse da e verso controparti comunitarie ed extra-comunitarie, salvo opzione per l’e-fattura.

L’articolo 1 comma 3-bis del decreto legislativo numero 127/2015 stabilisce infatti che: “I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

La legge di bilancio ha previsto una novità sull’esterometro, ossia verrà introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l’obbligo della fatturazione elettronica anche per le operazioni effettuate (acquisti e vendite) con controparti estere.

Ad oggi i contribuenti possono scegliere, facoltativamente, se presentare:

  • telematicamente l’esterometro
  • o avvalersi della fatturazione elettronica estera.

Esterometro 2021: le sanzioni per omesso, tardivo o errato invio

In caso di omissione della trasmissione, ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti, si applica:

  • la sanzione di 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Esemplificando, la sanzione ridotta trova applicazione, ad esempio, per l’invio dei dati corretti (o omessi) riferiti al I° trimestre 2021, entro il 15 maggio 2021.

L’articolo 11, comma 2 quater, secondo periodo, decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 471, come modificato dall’articolo 1 della legge 178 del 30 dicembre 2020, evidenzia che:

  • per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2022, si applica la sanzione amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura, entro il limite massimo di euro 400 mensili.

La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di euro 200 per ciascun mese, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alle scadenze stabilite, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Non si applica la disposizione del “cumulo giuridico” di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Esterometro 2021 il codice tributo per le sanzioni

Il codice tributo da utilizzare per il pagamento delle sanzioni per violazioni relative all’esterometro è il “8911” previsto per le “Sanzioni pecuniari per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi alle imposte sostitutive e all’IVA” e va indicato nella sezione ERARIO del Modello F24.

FONTE: FISCOETASSE.COM