Dott.ssa Carola Giuranna
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Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS)

Nel Messaggio n. 2584 del 24 giugno 2020 l’Inps fornisce alcune indicazioni operative per il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia connessa a COVID 1\9 , in attuazione dell’articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020 ,  in attesa della pubblicazione dell’apposita circolare, attualmente al vaglio ministeriale.

Si tratta in particolare delle casistiche:

  1. equiparazione della quarantena alla malattia  con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ai fini del trattamento economico
  2. equiparazione della quarantena alla degenza ospedaliera per i sogedtti disabili o con patologie  di particolare rischio
  3. malattia conclamata da COVID 19

In primo luogo va specificato che  la copertura è prevista per i soli lavoratori dipendenti, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps

QUARANTENA

la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria Pertanto, ai lavoratori viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della loro qualifica ; a ciò si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva).

Il comma 1 dispone anche che tali periodi non sono da computare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto.

il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica  (numero di protocollo, dati della Struttura di sanità pubblica che ha emesso il provvedimento, data di redazione e periodo di sorveglianza prescritto) e il PUC del certificato al quale si riferiscono, allegando, ove possibile, il provvedimento medesimo.

Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica. Nei casi residuali di certificato emesso in modalità cartacea, lo stesso dovrà essere trasmesso all’Inps nel termine dei due giorni previsti dalla normativa .

Se al momento del rilascio del certificato, il medico non disponga delle informazioni  queste verranno acquisite direttamente dal lavoratore interessato presso l’operatore di sanità pubblica e comunicate successivamente all’Inps, mediante i consueti canali di comunicazione (posta ordinaria o PEC).

QUARANTENA PER LAVORATORI CON PATOLOGIE GRAVI

Per i lavoratori con patologie di particolare gravità (lavoratori dei settori privato e pubblico in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992) o in possesso del riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992), l’intero periodo di assenza è equiparato a degenza ospedaliera. In questi casi  il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante

Si ricorda che in caso di degenza ospedaliera è prevista una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico e che il termine massimo previsto per la trasmissione della certificazione eventualmente prodotta in modalità cartacea è pari all’anno di prescrizionedella prestazione.

Per questi lavoratori il medico curante è tenuto a precisare la  situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio  riportando  anche  i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali.

Per la specifica categoria di lavoratori marittimi, le relative istruzioni tecniche saranno fornite mediante il manuale tecnico presente nella procedura “Gestione malattia marittimi”.

MALATTIA PER COVID19

Nei casi di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune e viene riconosciuta, ovviamente, anche ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, sulla base della specifica normativa di riferimento.

PERIODO TRANSITORIO

Una norma di deroga per il periodo precedente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 18 del 2020 (17 marzo 2020),prevede che vengano considerati validi:

  • i certificati medici prodotti anche in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.
  • e ugualmente, i provvedimenti emessi dall’operatore di sanità pubblica  in assenza dei certificati di malattia .

In allegato, le istruzioni di dettaglio per la gestione delle certificazioni e la loro tempistica.

FONTE: INPS

Indennita’ colf e badanti: come fare domanda

maggio 27th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Indennita’ colf e badanti: come fare domanda)

L’inps ha pubblicato il messaggio 2184 del 26 .5.2020 in cui spiega le modalità di presentazione della domanda per lindennità (Qui i dettagli)riservata ai lavoratori domestici , colf , badanti .

Si tratta di un importo di 500 euro per ciascuno dei mesi aprile e maggio, ma sarà pagato in un unica soluzione . 

L’accesso alla domanda on line di indennità lavoratori domestici è disponibile direttamente nella homepage del sito www.inps.it. Bisogna prima autenticarsi con una  delle seguenti credenziali:

  • PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS;
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

Per coloro che non sono in possesso di nessuna di queste, è possibile:

  • richiedere il PIN all’INPS utilizzando il servizio “Richiesta PIN” o tramite il  Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile);
  • richiedere una credenziale SPID, anche con riconoscimento a distanza via webcam, attraverso uno degli Identity Provider accreditati (vd .www.spid.gov.it), ad esempio negli uffici postali .

Nel caso di richiesta del PIN tramite il sito dell’Istituto, qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN e riceva un SMS che lo informa di una successiva chiamata da parte del Contact Center per la verifica dei dati, è invitato ad attendere il ricontatto. Se il ricontatto non dovesse avvenire entro 2-3 giorni, l’interessato potrà chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

L’istituto fa presente che  non è possibile presentare la domanda on line accedendo al servizio con la sola prima parte del PIN. Inoltre, sebbene sia possibile presentare la domanda on line con il PIN ordinario, l’indennità verrà erogata solo dopo che il richiedente avrà convertito il proprio PIN online in PIN dispositivo. Tale operazione potrà essere effettuata tramite la funzione “Converti PIN”.

La domanda di indennità potrà essere presentata anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). A tale scopo l’utente dovrà essere munito di PIN ovvero, per i possessori di SPID, CIE o CNS, di PIN Telefonico generato mediante l’apposita funzione disponibile nella sezione personale “MyINPS” del portale istituzionale.

Infine, si ricorda che l’indennità può essere richiesta anche avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato; fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, il mandato di patrocinio potrà essere fornito anche in via telematica .

La domanda va compilata direttamente online dove vengono mostrati all’utente i suoi dati anagrafici essenziali, necessari alla istruttoria della richiesta.  I dati sono ricavati, laddove disponibili, dagli archivi dei Comuni e delle Istituzioni pubbliche. Nel caso l’utente trovi in questi dati delle inesattezze, li dovrà aggiornare accedendo all’apposita area “Anagrafica” presente in “MyINPS”. L’aggiornamento non è possibile dalla pagina della domanda on line di indennità destinata ai lavoratori domestici.

Il richiedente dovrà quindi dichiarare sotto la propria responsabilità di essere in possesso dei requisiti richiesti ovvero:

  1. di essere o di essere stato titolare di almeno un rapporto di lavoro domestico attivo al 23 febbraio 2020 per una durata complessiva (calcolata come somma di tutti i rapporti di lavoro attivi) superiore a 10 ore settimanali e di non essere convivente con il datore di lavoro;
  2. di non aver fruito di alcuna delle indennità previste dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
  3. di non aver fruito del Fondo per il reddito di ultima istanza, in favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19,
  4. di non essere titolare di pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità );
  5. di non essere titolare di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Inoltre, il richiedente dovrà indicare le modalità di accredito scelte per il pagamento della indennità, selezionando tra :

  • codice IBAN per bonifico bancario/postale,
  • accredito su libretto postale o
  • bonifico domiciliato
  • pagamento in contanti presso lo sportello delle Poste. In tal caso il bonifico potrà essere riscosso presso qualsiasi ufficio postale. L’IBAN comunicato deve essere associato ad un conto intestato al richiedente l’indennità.

Il riepilogo dei dati inseriti può essere visualizzato  per il controllo . L’invio della domanda potrà essere effettuato, attraverso il tasto “salva e invia”, solo dopo aver dichiarato di avere preso visione della informativa sulla privacy e aver accettato il trattamento dei dati personali per le finalità di istruttoria della domanda.

Nel caso in cui, a seguito di verifiche effettuate nei sistemi informativi dell’Istituto, il richiedente risulti irreperibile, per accedere al beneficio sarà necessario provvedere alla regolarizzazione di tale posizione presso gli Uffici anagrafici del Comune presso cui si risiede.

Dopo che l’utente ha presentato la domanda di indennità on line, gli sarà rilasciata una prima ricevuta,  mentre la ricevuta della domanda protocollata potrà essere scaricata successivamente dal sito INPS. La domanda verrà messa comunque subito in lavorazione

Oltre alla funzione “Presentazione domanda”, sul portale web dell’INPS, è possibile accedere alla funzione “Consultazione stato pratica e pagamenti” per visualizzare lo stato della domanda presentata, e scaricare la ricevuta.

Inoltre, è possibile sul portale web dell’INPS variare i dati di pagamento, modificando le scelte fatte riguardo le modalità di accredito dell’indennità. Questa funzione sarà attiva fintanto che non sia stato avviato il processo di emissione del pagamento.

L’INPS avverte che procederà al controllo della veridicità delle autocertificazioni.

FONTE: INPS

Cassa integrazione: le nuove domande entro il 31 maggio

maggio 27th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Cassa integrazione: le nuove domande entro il 31 maggio)

Nel  Decreto Rilancio  pubblicato il 19 maggio in Gazzetta , per la  Cassa integrazione  sono stati stanziati oltre 15 miliardi per il raddoppio delle settimane  fruibili dalle imprese in difficoltà per il sostegno dei propri dipendenti .  Altra novità la semplificazione delle richieste di CIG in deroga, che saranno dirette solo all’INPS senza doppi canali che finora hanno rallentato l’erogazione.

Ieri l’INPS con il Messaggio n. 2183 ha dato le prime indicazioni sui termini di presentazione delle domande che sono cambiati rispetto al Decreto Cura Italia

Al fine di consentire un più graduale adeguamento ai nuovi e più stringenti termini di trasmissione delle domande, l’articolo 68  del D.L. n. 34/2020 “Rilancio”, spiega l’istituto, “ha fissato al 31 maggio il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020. ”

Il medesimo articolo introduce una penalizzazione per le istanze trasmesse oltre il predetto termine, stabilendo che, per queste domande, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione.

Questo nuovo  termine di trasmissione delle domande e la relativa penalizzazione riguardano esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di intervento di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale “COVID-19 nazionale” per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che si collocano all’interno dell’arco temporale indicato dal citato comma 2-ter (23 febbraio – 30 aprile 2020).

In tutti gli altri casi, il flusso gestionale delle domande sarà illustrato con un’apposita circolare di prossima emanazione.

Pochi gioroni fa nel messaggio 2101 del 21 maggio l’INPS  erano state precisate  alcune semplificazioni nell’operatività delle procedure . In particolare:

  • è stata aggiornata la funzione “Copia domanda CIGO”, già esistente nella procedura “UNICIGO”;
  • è stata introdotta un’ulteriore facilitazione per dichiarare le giornate di CIGO fruite sulle autorizzazioni con causali “COVID-19”;
  • è stata implementata la funzione “Duplica domanda”, accessibile da invio domande on line dei Fondi di solidarietà, per favorire un più rapido invio di nuove domande, riferite alle domande di assegno ordinario con causale “COVID-19”.

Per ulteriori dettagli tecnici si può consultare il manuale operativo scaricabile nell’applicazione all’interno della sezione “Area di download”.

Si ricorda che il decreto Rilancio ha previsto ulteriori 9 settimane di cassa integrazione (sia ordinaria che in deroga) con la formula “a rate”  5+4 ,   utilizzabili fino a fine ottobre 2020. Per evitare che i fondi vengano prenotati tutti insieme con possibile esaurimento delle risorse,  magari poi  non utilizzate,    si prevede che non possano essere richieste tutte insieme e automaticamente. Come detto sopra è previsto un preciso meccanismo temporale che regolerà sia le richieste   che i periodi di fruizione :

  • fino al 31 maggio fino ad un totale di 14 settimane, fruibili tra il 23 febbraio e il 31 agosto,  con richiesta entro un mese dall’inizio della sospensione e  poi , se necessario,
  •  per ulteriori quattro settimane dal 1° settembre al 31 ottobre, ma con richiesta da inviare  entro una settimana dall’inizio della sospensione o riduzione delle attività lavorative .

Per le prime cinque settimane utilizzabili entro la precedente scadenza del 31 agosto non sarà necessario  per le aziende che la stanno già utilizzando presentare domanda di  proroga.   Il nuovo decreto descrive in dettaglio anche l ‘iter di concessione, per cercare di  assicurare i pagamenti entro un mese e mezzo dalla presentazione delle domande .

Una importante novità  del decreto per quanto riguarda la cassa in deroga è  che i  periodi successivi alle prime nove settimane riconosciuti dalle Regioni, andranno richiesti solo all’Inps,  a partire dal 18 giugno 2020  con la consueta  domanda in via telematica con la lista dei lavoratori e  le ore di sospensione per ciascuno eliminando di coinvolgere le Regioni e Inps. Come sempre  l’Inps  provvederà all’erogazione delle prestazioni, sempre  monitorando il rispetto dei limiti di spesa anche in prospettiva futura.  Il decreto per l’INPS prevede 15 giorni per il  pagamento dell’acconto.

Sia i sindacati che parte della maggioranza  avevano  reagito negativamente al meccanismo delle richieste di CIG in tranches successive , segnalando  che in questo modo molte aziende che hanno dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali già da marzo potrebbero esaurire le prime 14 settimane entro metà giugno, ed essere  impossibilitate ad utilizzare le ulteriori 4  prima del 1° settembre,  in presenza peraltro del blocco dei licenziamenti confermato nel nuovo decreto per altri 3 mesi.

Intanto i dati sul mese di aprile indicano che si è battuto ogni record di utilizzo degli ammortizzatori sociali:

le ore di Cassa Integrazione complessivamente autorizzate  (il 98% con causale “emergenza sanitaria covid-19″) sono state 772.298.874, in aumento del 2.953,6% rispetto allo stesso mese del 2019 (25.291.338).   Si è eguagliato  il numero di ore autorizzate in tutto l’anno 2009, successivo alla crisi  finanziaria del 2008.

Nel dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi di:

  • Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) sono state 712.969.630, in aumento del 9.509,8% rispetto ad aprile 2019;
  • Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria ( CIGS) sono state 12.449.855, di cui solidarietà 2.295.255, in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019 rispettivamente del -30,3% e -46,2%;
  • Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) sono state 46.879.389, in aumento rispetto ad aprile 2019 del 239.056,2%.

FONTE: INPS