Dott.ssa Carola Giuranna
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Certificato di pensione 2021

aprile 1st, 2021 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Certificato di pensione 2021)

Come ogni anno l’INPS mette online  il certificato di pensione per i beneficiari di prestazioni previdenziali e assistenziali ,  cosiddetto modello ObisM, che  nforma sugli importi mensili  e delle trattenute e detrazioni fiscali  e spiega le modalita di calcolo dell’adeguamento dell’assegno all’inflazione

Sono esclusi i beneficiari di prestazioni di accompgnamento a pensione come APE Sociale, assegni straordinari, isopensione . In questi casi , con  assegni che comprendano diverse tipologie di prestazione, viene predisposto senza  evidenziare i benefici sopracitati.

Nel messaggio 1359   del 31 marzo l’istituto comunica alcune novita sul  Certificato di pensione 2021.

Innanzitutto dal punto di vista formale   il certificato sarà fornito in forma dinamica ossia sempre aggiornato alla data della richiesta che viene fatta.  Pertanto, sarà possibile, per le pensioni della Gestione privata e di quella dei lavoratori dello spettacolo e dello sport, ottenerlo anche per le prestazioni liquidate in corso d’anno , aggiornato in base alle informazioni disponibili

Per i certificati dei tre anni precedenti al 2021 sarà  ancora messa a disposizione la versione statica storicizzata .

In tema di tassazione delle pensioni invece la novità è che    per garantire l’applicazione omogenea nel corso dell’anno, a decorrere dal 2021 il calcolo delle ritenute IRPEF tiene conto  dell’importo complessivo annuo della pensione, per cui le relative ritenute verranno trattenute mensilmente, al netto delle detrazioni eventualmente spettanti, nei mesi da gennaio a dicembre. Il suddetto calcolo non incide sull’importo annuo dell’IRPEF  complessivo  m Le relative indicazioni sono riportate nella sezione “Informazioni fiscali” del modello.

Infine, nei casi previsti dalla legge, viene riportato l’importo della trattenuta giornaliera che il pensionato dovrà comunicare al datore di lavoro.

Nel certificato di pensione vengono poi riportati specifici avvisi sia per ricordare ai titolari di pensioni anticipate “quota 100” e “precoci” il peculiare regime di incumulabilità che comporta l’obbligo di comunicazione tempestiva in caso di percezione di redditi da lavoro ai fini della sospensione, sia l’obbligo in capo ai soggetti dichiarati irreperibili di dichiarare la variazione di indirizzo o il trasferimento di residenza al comune italiano di riferimento, in base a quanto disposto dalla normativa vigente .

Inoltre, verrà visualizzata l’informazione relativa all’erogazione della somma aggiuntiva (c.d. quattordicesima) qualora corrisposta per l’anno corrente.

Si ricorda che si accede alla piattaforma INPS ,  sezione “Prestazioni e Servizi” del sito istituzionale www.inps.it, con una fra le seguenti credenziali:

– il PIN dispositivo (si ricorda che l’INPS non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020);

– lo SPID di secondo livello (Sistema Pubblico di Identità Digitale);

– la CIE (Carta di Identità Elettronica);

– la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

 

FONTE: INPS

Assegni familiari e maggiorazioni 2021: importi e limiti di reddito

dicembre 30th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Assegni familiari e maggiorazioni 2021: importi e limiti di reddito)

E’ stata pubblicata ieri la circolare INPS n. 157 del 29.12.2020  con le tabelle dei nuovi limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2021

Vengono  chiariti i limiti di reddito mensile  che verranno considerati dall’INPS per il diritto agli assegni familiari per l’anno 2021, rivalutati sulla base del tasso di inflazione programmato

Da sottolineare che le indicazioni interessano i soggetti esclusi dalla normativa degli ANF, assegni per il nucleo familiare, cioè coloro a cui  gli assegni familiari sono riconosciuti direttamente dall’istituto e non dai datori di lavoro; si tratta in particolare di:

  1. coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti
  2. pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi

La circolare ricorda anche che  la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia,  non comporta la cessazione di altri diritti e benefici  sui familiari a carico.

Gli importi delle prestazioni (assegni familiari e maggiorazione pensione) sono i seguenti:

  •  8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i figli ed equiparati;
  • 10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
  •  1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

Per quanto riguarda in particolare i limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari per l’anno 2021 l’istituto precisa che   il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti è fissato dal 1° gennaio 2021 nell’importo mensile di 515,58 euro. In relazione a tale trattamento, i limiti di reddito mensili da considerare  per il  diritto agli assegni familiari risultano :

  •  726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
  • 1270,69 euro per due genitori ed equiparati.

I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di mantenimento).

Le tabelle e la circolare sono allegati sotto.

FONTE: INPS

Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS)

Nel Messaggio n. 2584 del 24 giugno 2020 l’Inps fornisce alcune indicazioni operative per il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia connessa a COVID 1\9 , in attuazione dell’articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020 ,  in attesa della pubblicazione dell’apposita circolare, attualmente al vaglio ministeriale.

Si tratta in particolare delle casistiche:

  1. equiparazione della quarantena alla malattia  con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ai fini del trattamento economico
  2. equiparazione della quarantena alla degenza ospedaliera per i sogedtti disabili o con patologie  di particolare rischio
  3. malattia conclamata da COVID 19

In primo luogo va specificato che  la copertura è prevista per i soli lavoratori dipendenti, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps

QUARANTENA

la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria Pertanto, ai lavoratori viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della loro qualifica ; a ciò si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva).

Il comma 1 dispone anche che tali periodi non sono da computare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto.

il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica  (numero di protocollo, dati della Struttura di sanità pubblica che ha emesso il provvedimento, data di redazione e periodo di sorveglianza prescritto) e il PUC del certificato al quale si riferiscono, allegando, ove possibile, il provvedimento medesimo.

Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica. Nei casi residuali di certificato emesso in modalità cartacea, lo stesso dovrà essere trasmesso all’Inps nel termine dei due giorni previsti dalla normativa .

Se al momento del rilascio del certificato, il medico non disponga delle informazioni  queste verranno acquisite direttamente dal lavoratore interessato presso l’operatore di sanità pubblica e comunicate successivamente all’Inps, mediante i consueti canali di comunicazione (posta ordinaria o PEC).

QUARANTENA PER LAVORATORI CON PATOLOGIE GRAVI

Per i lavoratori con patologie di particolare gravità (lavoratori dei settori privato e pubblico in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992) o in possesso del riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992), l’intero periodo di assenza è equiparato a degenza ospedaliera. In questi casi  il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante

Si ricorda che in caso di degenza ospedaliera è prevista una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico e che il termine massimo previsto per la trasmissione della certificazione eventualmente prodotta in modalità cartacea è pari all’anno di prescrizionedella prestazione.

Per questi lavoratori il medico curante è tenuto a precisare la  situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio  riportando  anche  i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali.

Per la specifica categoria di lavoratori marittimi, le relative istruzioni tecniche saranno fornite mediante il manuale tecnico presente nella procedura “Gestione malattia marittimi”.

MALATTIA PER COVID19

Nei casi di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune e viene riconosciuta, ovviamente, anche ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, sulla base della specifica normativa di riferimento.

PERIODO TRANSITORIO

Una norma di deroga per il periodo precedente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 18 del 2020 (17 marzo 2020),prevede che vengano considerati validi:

  • i certificati medici prodotti anche in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.
  • e ugualmente, i provvedimenti emessi dall’operatore di sanità pubblica  in assenza dei certificati di malattia .

In allegato, le istruzioni di dettaglio per la gestione delle certificazioni e la loro tempistica.

FONTE: INPS