Dott.ssa Carola Giuranna
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Bonus vacanze: operativo dal 1° luglio il codice tributo

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Bonus vacanze: operativo dal 1° luglio il codice tributo)

Con risoluzione n 33/E del 25 giugno l’Agenzia delle Entrate ha reso noto il nuovo codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta spettante in relazione agli sconti praticati in favore dei beneficiari del BONUS VACANZE (ex art 176 DL n34/2020).

Il suddetto codice è:

“6915” denominato “BONUS VACANZE, recupero dello sconto praticato da imprese turistico-ricettive, agriturismi, bed&breakfast e del credito ceduto, articolo 176 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34” ed utilizzabile da parte del fornitore del soggiorno.

Ricordiamo che il DL 34/2020 riconosce un credito in favore dei nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro, utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, e che il credito è utilizzabile nella misura dell’80 per cento sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, in con il fornitore dei servizi turistici sono fruiti, e per il restante 20 per cento come detrazione d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Per i dettagli su come richiedere il bonus vacanze si legga “Bonus vacanze 2020: a chi spetta e come richiederlo”

Già il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 17 giugno 2020 n 237174 aveva disposto le modalità di applicazione del credito specificando quanto segue:

  • il fornitore deve confermare l’applicazione dello sconto richiesto dal cliente tramite un’apposita procedura disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate;
  • a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto, il fornitore recupera il relativo importo come credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24;
  • il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Il credito d’imposta utilizzato in compensazione non può eccedere l’importo disponibile, tenuto conto delle fruizioni già avvenute o in corso e delle eventuali cessioni del credito a soggetti terzi, pena lo scarto del modello F24;
  • il credito d’imposta può essere ceduto dai fornitori, al posto della compensazione in F24, anche parzialmente, a soggetti terzi anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è utilizzato dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.

FONTE: AGENZIA DELLE ENTRATE

Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS

giugno 29th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Quarantena e malattia Covid: prime indicazioni INPS)

Nel Messaggio n. 2584 del 24 giugno 2020 l’Inps fornisce alcune indicazioni operative per il riconoscimento della tutela previdenziale della malattia connessa a COVID 1\9 , in attuazione dell’articolo 26 del decreto-legge n. 18 del 2020 ,  in attesa della pubblicazione dell’apposita circolare, attualmente al vaglio ministeriale.

Si tratta in particolare delle casistiche:

  1. equiparazione della quarantena alla malattia  con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ai fini del trattamento economico
  2. equiparazione della quarantena alla degenza ospedaliera per i sogedtti disabili o con patologie  di particolare rischio
  3. malattia conclamata da COVID 19

In primo luogo va specificato che  la copertura è prevista per i soli lavoratori dipendenti, con esclusione quindi dei lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps

QUARANTENA

la tutela viene riconosciuta a fronte di un procedimento di natura sanitaria Pertanto, ai lavoratori viene riconosciuta l’indennità economica previdenziale (con correlata contribuzione figurativa), sulla base del settore aziendale e della loro qualifica ; a ciò si aggiunge l’eventuale integrazione retributiva, dovuta dal datore di lavoro, secondo gli specifici contratti di riferimento (con la conseguente copertura contributiva).

Il comma 1 dispone anche che tali periodi non sono da computare per il raggiungimento del limite massimo previsto per il comporto.

il lavoratore deve produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena nel quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica  (numero di protocollo, dati della Struttura di sanità pubblica che ha emesso il provvedimento, data di redazione e periodo di sorveglianza prescritto) e il PUC del certificato al quale si riferiscono, allegando, ove possibile, il provvedimento medesimo.

Il certificato deve essere redatto sin dal primo giorno di malattia in modalità telematica. Nei casi residuali di certificato emesso in modalità cartacea, lo stesso dovrà essere trasmesso all’Inps nel termine dei due giorni previsti dalla normativa .

Se al momento del rilascio del certificato, il medico non disponga delle informazioni  queste verranno acquisite direttamente dal lavoratore interessato presso l’operatore di sanità pubblica e comunicate successivamente all’Inps, mediante i consueti canali di comunicazione (posta ordinaria o PEC).

QUARANTENA PER LAVORATORI CON PATOLOGIE GRAVI

Per i lavoratori con patologie di particolare gravità (lavoratori dei settori privato e pubblico in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992) o in possesso del riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104 del 1992), l’intero periodo di assenza è equiparato a degenza ospedaliera. In questi casi  il lavoratore deve farsi rilasciare la certificazione di malattia dal proprio medico curante

Si ricorda che in caso di degenza ospedaliera è prevista una decurtazione ai 2/5 della normale indennità qualora non vi siano familiari a carico e che il termine massimo previsto per la trasmissione della certificazione eventualmente prodotta in modalità cartacea è pari all’anno di prescrizionedella prestazione.

Per questi lavoratori il medico curante è tenuto a precisare la  situazione clinica del suo paziente, tale da far emergere chiaramente la situazione di rischio  riportando  anche  i riferimenti del verbale di riconoscimento dello stato di handicap ovvero della certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali delle Autorità sanitarie locali.

Per la specifica categoria di lavoratori marittimi, le relative istruzioni tecniche saranno fornite mediante il manuale tecnico presente nella procedura “Gestione malattia marittimi”.

MALATTIA PER COVID19

Nei casi di malattia conclamata da COVID-19 il lavoratore deve farsi rilasciare il certificato di malattia dal proprio medico curante senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

Tale fattispecie rientra nella consueta gestione della malattia comune e viene riconosciuta, ovviamente, anche ai lavoratori iscritti alla Gestione separata, sulla base della specifica normativa di riferimento.

PERIODO TRANSITORIO

Una norma di deroga per il periodo precedente all’entrata in vigore del decreto-legge n. 18 del 2020 (17 marzo 2020),prevede che vengano considerati validi:

  • i certificati medici prodotti anche in assenza del prescritto provvedimento dell’operatore di sanità pubblica.
  • e ugualmente, i provvedimenti emessi dall’operatore di sanità pubblica  in assenza dei certificati di malattia .

In allegato, le istruzioni di dettaglio per la gestione delle certificazioni e la loro tempistica.

FONTE: INPS

Gli spostamenti tra regioni prima e dopo il 2 giugno: ecco alcuni chiarimenti

maggio 27th, 2020 | Posted by admin in Senza categoria - (Commenti disabilitati su Gli spostamenti tra regioni prima e dopo il 2 giugno: ecco alcuni chiarimenti)

Il Governo in data 25 maggio ha fornito alcuni chiarimenti nella sezione delle FAQ on line su quanto previsto a seguito della entrata in vigore del DPCM del 17 maggio 2020 e del DL n 33 del 16 maggio 2020 per gli spostamenti.

Rende inoltre disponibile una nuova autocertificazione da utilizzare per recarsi fuori regione.

Ricordiamo che dal 4 maggio scorso l’autocertificazione non era più necessaria per gli spostamenti all’interno della propria regione di residenza pur continuando a vigere alcune delle principali regole anti-contagio covid quali:

  • l’utilizzo della mascherina nel caso in cui sia impossibile mantenere la distanza di un metro per attività motoria e di due metri per attività sportiva e comunque in tutti i luoghi chiusi
  • il divieto di assembramento

Stando alle risposte diffuse sul sito del Governo vediamo invece le regole per gli spostamenti valide fino al 2 giugno e quali sono i cambiamenti dal 3 giugno in poi:

  • Fino al 2 giugno 2020, gli spostamenti al di fuori della propria regione restano consentiti esclusivamente per ragioni di lavoro, assoluta urgenza ovvero per motivi di salute propri o di un parente stretto che ne abbia necessità. Per tali spostamenti è necessaria una specifica autocertificazione

SCARICABILE QUI

In mancanza si potrà usare la precedente (quella valida fino al 17 maggio) depennando le parti non più in vigore.

  • Fino al 2 giugno 2020, una volta che si sia fatto rientro presso il proprio domicilio/abitazione/residenza provenendo da un’altra Regione, non saranno più consentiti spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, qualora non ricorra uno dei motivi legittimi di spostamento sopra indicati
  • Fino al 2 giugno chi lavora in una regione e abita in un’altra sarà giustificato agli spostamenti per esigenze lavorative, se non è possibile lavorare da casa o fruire di ferie o congedi.
  • A partire dal 3 giugno sarà nuovamente consentito spostarsi tra regioni diverse per qualsiasi motivo.

È importante sapere che gli spostamenti tra regioni potranno comunque essere limitati, solo con provvedimenti statali cioè DPCM oppure Ordinanze del Ministro della salute in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

È fatto comunque divieto di spostamento ai seguenti soggetti:

  • chi abbia sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) deve rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.
  • chi è sottoposto alla misura della quarantena essendo risultato positivo al virus ha “divieto assoluto” di uscire da casa.

Va precisato che stando ad una risposta del Governo il divieto di spostarsi dalla Regione in cui ci si trova non riguarda invece coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso come i volontari della Croce Rossa Italiana, trattandosi di attività equiparabili a quelle lavorative.

FONTE: Governo Italiano